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12/11/2002.
L'intervista a Mauro Calibani dopo la chiusura di Meschia nel Novembre
2002
Lez: Mauro, cosa è successo a
Meschia?
Mauro: E' successo! è successo quel che era ormai
diventato inevitabile, la chiusura da parte del proprietario di Meschia
Vecchia, Santino, che con le lacrime agli occhi mi ha dovuto comunicare
che non ce la faceva più a vedere il suo terreno devastato in quel
modo.. e a ruota è stata interdetta anche Meschia Nuova, adesso è tutto
bloccato.
Lez: Eppure era iniziato tutto con buoni propositi,
per far conoscere quanto fosse bella e coinvolgente la disciplina del
Boludering.
Mauro: Sull'onda dell'entusiasmo della scoperta, ho
parlato moltissimo di Meschia, ai siti, alle riviste, in breve tempo è
diventato uno dei principali punti d'incontro di tutto il movimento
Italiano, ma l'intenzione era solo quella di trasmettere le mie
sensazioni, sensazioni che vanno oltre al semplice movimento sulla
roccia, ma coinvolgono altri sensi dal momento in cui ci si trova
immersi in un luogo così incantevole e unico, non si è trattato di voler
fare pubblicità al bouldering, quella è stata una conseguenza logica.
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Lez: Ma se tornassi indietro?
Mauro: L'hai detto! Se tornassi indietro non lo
rifarei, o meglio starei molto più attento a creare preventivamente le condizioni di base per evitare l'utilizzo
indiscriminato e indisciplinato del posto, oggi, con il senno di poi, mi
rendo conto che sono necessarie delle regole ferree, altrimenti
purtroppo il destino di ogni luogo con un ecosistema così
delicato è segnato in partenza!
Mauro Calibani a Meschia su "L'Annusatore di
puzze", 7c+. Foto by OneMove
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Lez: Riflettevo sull'opportunità di tenere nascosti
certi posti particolarmente "sensibili" ad una frequentazione di
massa...
Mauro: Si, su questo punto ho riflettuto molto,
spesso si corre il rischio di essere considerati egoisti, di voler
tenere un certo posto tutto per se, ma non è così! Bisogna capire che se
ci sono oggi moltissimi posti non svelati nell'area del Piceno, nei
pressi di Meschia, nel Parco Naturale dei Monti Sibillini, anche con
passaggi di livello "mondiale" è soltanto perchè il fine ultimo è quello
di evitare la loro devastazione, evitare proprio quello che oggi, a
Meschia, è sotto gli occhi di tutti.
Lez: Lo condivido in pieno! Già quando un anno
fa' venni a Meschia, mi resi conto dell'impatto ambientale, osservando
la differenza fra Meschia Vecchia, molto più frequentata, e Meschia
nuova, appena scoperta e ancora completamente ricoperta dal manto di
Muschio.
Mauro: Io sono affezionato a Meschia forse più del
proprietario stesso. Tengo moltissimo ad ogni singolo sasso, ad ogni
pianta... pensa che il giorno che la vidi per la prima volta camminavo
su un soffice strato di Muschio alto 4 centimetri che ricopriva ogni
cosa, proteggeva il terreno su cui crescono i Castagni, le felci,
innumerevoli varietà di fiori. Oggi tutto questo non esiste più! C'e'
terra battuta ovunque, e quel che la natura ha fatto in centinaia,
migliaia d'anni, oggi è a rischio. Per non parlare della quantità di
escrementi umani e rifiuti lasciati in giro.
Lez: Si tratta di un esempio così eclatante di
inciviltà dei climber?
Mauro: Ma non si tratta solo di inciviltà. Quando
un posto è così delicato, con un ecosistema davvero sensibile alla
presenza dell'uomo, anche una frequentazione rispettosa ma numerosa
porta agli stessi risultati, non è quindi solo incuria ma è la massa
stessa che è incompatibile con Meschia.
Lez: Si tratta quindi di regolare l'accesso oltre
che di fare cultura
Mauro: Esatto! Oggi si parla tanto di Boulder, ma
sai cosa significa davvero essere un boulderista? sai quanti boulderisti
veri ci sono in Italia? Non si tratta solo di saper scalare e contrarre
i muscoli, quando si dice che questa disciplina è uno stile di vita, si
deve pensare proprio alla grande sensibilità che il boulderista sviluppa
nei confronti dell'ambiente in cui pratica il suo gioco, nei confronti
della roccia, nei confronti del prossimo, sensibilità significa
rispetto, significa cultura e quella non si improvvisa.
Pensa che a Fontainbleau dove c'è una tradizione pluri decennale su
questi temi, l'attenzione verso l'ambiente e verso la roccia è
fortissima. Si viene rimproverati se non ci si pulisce bene le scarpette
prima di provare il passaggio, perché la sabbia che rimane sulla
scarpetta se sfregata contro la roccia fa' l'effetto carta vetro e usura
piano piano l'arenaria... e pure la magnesite deve essere rimossa per lo
stesso motivo.
Lez:Ah, ti rimproverano, questo fa' capire che c'e'
una coscienza collettiva che porta oltre che ad autodisciplinarsi a far
rispettare le regole anche agli altri.
Mauro: Certo, noi siamo responsabili per noi stessi
ma dobbiamo impegnarci anche in prima persona verso gli altri. Sapessi
quante volte ho ripetuto a Meschia di non gettare rifiuti, di non
gettare neanche bucce di mandarino, sono biodegradabili ma ci mettono
mesi a sparire e nel frattempo altri fanno lo stesso e via dicendo... ho
perso la voce a furia di ripetere cose che potrebbero sembrare
assolutamente banali.
Lez: Il problema, in quanto culturale è quindi ben
più complesso e radicato di quanto possa sembrare... la soluzione
quindi? avete già fatto qualche ipotesi?
Mauro: Innanzitutto Meschia per ora rimane chiusa!
E rimarrà chiusa fino a quando non si sarà trovata una soluzione che
vede al primo posto delle priorità la salvaguardia dell'ambiente, poi ci
sono gli interessi del proprietario, poi vengono i climber, ma senza
ambiente e senza pieno consenso di Santino, niente arrampicata.
Stiamo pensando a diverse soluzioni per regolamentare l'accesso, anche
molto innovative, l'argomento non è certo nel dimenticatoio.
Nel frattempo questo è un caso che dovrebbe far riflettere e parlare il
più possibile, i siti, le riviste, le persone, perchè è soltanto
parlandone e ripetendo questi concetti che si forma piano piano una
coscienza ambientale e forse un giorno, si potrà ancora giocare e
divertirci dando il massimo di noi senza danneggiare la natura, come nel
vero spirito del bouldering.
Lez: Grazie Mauro, buon viaggio...
Mauro: Già... si parte... ci sentiamo presto! Ciao
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Come arrivare a
Meschia
Da Bologna prendere la A14 in direzione Ancona,uscire a S. Benedetto del
Tronto e prendere per Ascoli Piceno.
Dopo averla superata in direzione Roma, prendere dopo circa 6 km sulla
destra direzione Rocca Fluvione.
Nel paese si trovano BAR, Supermercati, Alberghi etc etc... Proseguire
fino alle indicazioni sinistra per Monte Gallo, per poi dopo aver
percorso 6 km svoltare nuovamente a sinistra per Meschia.Dopo 9 km si
arriva al piccolo paesino dove si posteggia nei pressi della fontana
(acqua potabile).
I primi massi sono a meno di 50 mt nel bosco!
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Il sito di riferimento

http://www.onemove.it

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Lez
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Viaggio a Meschia
Inverno 2001

Vista panoramica del monte Vettore dalla strada che conduce a Meschia

Muoversi in punta dei piedi nel manto di muschio

Verde, giallo, marrone, le mille sfumature del sottobosco

Il rito della "vestizione"

Simone ha iniziato da poco... ma sembra avere i numeri e la grinta giusta!

Forme di ogni genere, fanno viaggiare la fantasia

Una bella linea senza grado, ma che importa...

"Un vero montone" uno dei passaggi di riferimento a Meschia

Il bosco incantato di Meschia Nuova, qualcosa di veramente unico

Lasciamo la nostra firma con un nuovo passaggio. "Produzione impropria"
facile placca dietro a "Passo Mambo"

Al cospetto di "Sua Maestà" Passo Mambo 8a+

Giochi di colori e forme, atmosfera ovattata, sensazioni uniche

Lez gioca su "Produzione impropria"

Lungo la strada non è raro incontrare simpatici personaggi

Sempre meglio fare amicizia con i "Locals"

La giornata finisce intorno al fuoco, una grigliata innaffiata di buon
vino rosso in ottima compagnia d nuovi amici!
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